29 Nov 2013   07:49:24 pm
GLI ANGELI RITROVATI
Oggi, festa di tutti i Santi Francescani, è uscito il mio nuovo libro Gli Angeli ritrovati; così recita il retro di copertina:
" Gli Angeli, ritrovati in un percorso esistenziale, attraverso la testimonianza di persone speciali, attraverso esperienze di pellegrinaggio sul Gargano e in Terra Santa, attraverso intuizioni e letture particolari, alla scoperta di una dimensione di amore e di cura di queste Creature nei confronti di ciascuno di noi. Emblematico il rapporto con Angeli e Arcangeli di alcuni grandi mistici del passato e di contemporanei."
Il libro è pubblicato dalla Casa Editrice SARAPAR, il costo è di 10 euro; lo si trova in diverse librerie in Umbria, può essere richiesto, tramite libreria, alla Casa Editrice www.sarapar.it santiparlagreco@yahoo o tramite amazon.
ECCOVI L'INDICE:


Premessa ....................................................................

Cap. I "Piccole" storie....................................................

Cap. II Francesco e gli Angeli........................................

Cap. III Catalina..........................................................

Cap. IV Padre Pio e gli Angeli........................................

Cap.V Gli Angeli in Terra Santa...................................

Cap. VI Maria Valtorta e gli Angeli..............................

Cap. VII Lorna Byrne..................................................

Cap. VIII Santa Veronica Giuliani e gli Angeli.............. ..

Cap. IX Santa Gemma Galgani e gli Angeli..................

Cap. X L'Angelo senza ali: Raffaele..............................

Cap. XI Il Passaggio....................................................

Conclusione..................................................................

Appendice:

Canto XXVIII del Paradiso............................................

Pseudo Dionigi..............................................................

Testi consultati e Siti visitati..........................................
Categoria : General | Da : Amneris | Commenti [11] | Trackbacks [0]
22 Jun 2013   08:08:39 pm
RECENSIONI DE: "LA BOTTEGA DELLA SARTA
Commenti
PRESENTAZIONE DI GEMMA CASETTARI Admin menu : [Modifica] [Cancella]
Da : GEMMA @ Ora : 02 Jun 2013 07:02:48 pm :
05 May 2012 12:40:25 am
PRESENTAZIONI: GEMMA M.CASETTARI
Mi piace iniziare la presentazione del Romanzo di Amneris Marcucci “La bottega della sarta” - edito da GESP - con la lettura di un celebre brano di Marianne Willamson, maestra spirituale americana.
La nostra paura più profonda di Marianne Williamson

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ”
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
Nelson Mandela ha citato questo pensiero di Marianne Willamson nel suo discorso di investitura a presidente del Sud Africa nel 1994.

Vi chiederete cosa c'entri con Amneris Marcucci e la sua attività di scrittrice, ma è presto detto: mi sono chiesta perché lei continui a scrivere, a pubblicare, a promuovere i suoi libri, cosa la spinga ad affrontare la fatica e il rischio (perché è lei che si impegna economicamente) e a superare ogni pigrizia o disagio nel proporre il suo scritto alla lettura altrui.
Voglia di successo, di guadagno, ambizione...non credo.
Le capita di avere talento, preparazione e soprattutto un mondo di affetti e di vita vissuta da fissare sulla carta, perché sarebbe troppo tenersi tutto dentro e sarebbe troppo poco ricordare da sola o con i più stretti familiari gli avvenimenti, gli incontri, le storie e le persone che fanno parte della sua vita.
Condividere è il verbo giusto, verbo in disuso in questo momento di storia in cui prevale l'individualismo ma, ironia della sorte, preso in prestito dal linguaggio informatico per indicare un'operazione che si è soliti fare su Facebook (condividere un video-una canzone-una frase... chi lo usa sa di cosa parlo); forse perché condividere è un bisogno primario dell'essere umano, come bisogno primario è la memoria, fissare i ricordi affinché resistano al tempo per regalarli a coloro che amiamo e a coloro che verranno dopo di noi.
Un tempo ciò avveniva oralmente: nelle famiglie si parlava molto di più e si ascoltava molto di più, i nonni raccontavano ai nipoti e i nipoti stavano a sentire, così di bocca in bocca la storia della famiglia si conservava...
Ora invece, molti scrivono, non tutti con sincerità e con perizia, spesso si tratta di operazioni commerciali, in questo caso, invece, ritengo si tratti proprio di ciò che esplicita il brano che ho letto:
Amneris ha sentito che era giusto donare agli altri la sua luce per incoraggiare e automaticamente “liberare la luce degli altri”. Un dono per la propria famiglia e per chi leggendo scopre pagine di vita, sentimenti e storia, che somigliano ai propri o che svelano un mondo sconosciuto ai giovani.
O più semplicemente per:
“La gioia di scrivere.
Il potere di perpetuare.
La vendetta di una mano mortale”
come recitano gli ultimi versi della poesia di Wistawa Szymborska intitolata appunto “La gioia di scrivere”

Il romanzo “La bottega della sarta” non è la prima esperienza letteraria dell'autrice, che con Gesp ha già pubblicato un libro di poesie “Il profumo del tempo” (Ed. GESP Città di Castello 2004), alcuni deliziosi racconti “Nonna Clelia ed altri racconti” (Ed. GESP Città di Castello 2004) e il primo romanzo “ Primule e carrarmati correva l’anno 69” ” (Ed. GESP Città di Castello 2007) presentato anch'esso a Città di Castello, città d'origine di Amneris, residente per matrimonio a Santa Maria degli Angeli da più di 30 anni. Restano inediti i testi teatrali che l’autrice ha curato per varie attività scolastiche ed extra.
Ha frequentato il Liceo classico “Plinio il Giovane”, insegnante di Italiano e latino Prof.ssa Maria Grazia Stroppolatini, che mi piace ricordare qui, perché sicuramente alcuni di noi l'hanno conosciuta o ne hanno sentito parlare. Che sia anche un po' merito suo se Amneris sa come tenere la penna in mano e usarla!? Ora ritengo, però, che abbia raggiunto veramente un ottimo livello di scrittura, anche grazie all'esperienza di insegnante di Italiano e latino a sua volta fatta presso il Liceo scientifico di Assisi e grazie all'applicazione costante nella scrittura a partire dalla gioventù, quando annotava su pezzettini di carta i suoi primi versi e le sue prime riflessioni, per poi trascriverle e rielaborarle in forma organica.
Abile nel raccontare con dettagli e al tempo stesso con fluida scioltezza, abile nel costruire dialoghi susseguenti che rendono familiari e veri i personaggi, che conservano espressioni del linguaggio parlato, caratterizzano un'epoca storica, un mestiere, un lessico familiare, tramandano espressioni tradizionali proprie della saggezza popolare, abile nel trovar parole che esprimono ansie e allegrezze con immediatezza e cuore.
A questo punto va detto con grande soddisfazione che il romanzo “La bottega della sarta” ha ottenuto il 2° premio nel Concorso letterario “Romanzo storico” di Perugia.
Il premio è stato ritirato durante la cerimonia che si è svolta a Palazzo Gallenga la scorsa settimana.
Una delle motivazioni, oltre all'accurata ambientazione storica negli anni della seconda guerra mondiale, riguarda l'uso sapiente del dialogo come forma prevalente del raccontare.

Della parte storica non parlo, c'è qui la persona alla quale è affidato il compito di analizzare questo aspetto del libro, di illustrare i momenti della grande storia che irrompono nella vita dei protagonisti e la sconvolgono. È la storia del secolo scorso, afflitto da ben due guerre mondiali, e particolarmente la storia che si abbatte su Santa Maria degli Angeli(frazione di Assisi) tra il 1941 e il 1945.

Vorrei però leggere una poesia intitolata “Scorcio di secolo” di Wistawa Szymborska, poetessa polacca Premio Nobel per la letteratura nel 1996, tratta da “La gioia di scrivere” Tutte le poesie (1945-2009), Adelphi perché in qualche modo suggerisce lo stato d'animo, le attese, le speranze, le delusioni e nonostante tutto la vita che prende il sopravvento sulla distruzione circostante, dei protagonisti che si trovano “a costruire e a subire una Storia difficile” come è scritto nel retro di copertina del libro.

Scorcio di secolo

Doveva essere migliore degli altri il nostro ventesimo secolo.

Non farà più in tempo a dimostrarlo,
ha gli anni contati,
il passo malfermo,
il fiato corto.

Sono ormai successe troppe cose
che non dovevano succedere,
e quel che doveva arrivare
non è arrivato.
Ci si doveva avviare verso la primavera
e la felicità, tra l'altro.

La paura doveva abbandonare i monti e le valli.
La verità doveva raggiungere la meta
prima della menzogna.

Alcune sciagure
non dovevano più accadere,
ad esempio la guerra
e la fame, e così via.

Doveva essere rispettata
l'inermità degli inermi,
la fiducia e via dicendo.
Chi voleva gioire del mondo
si trova di fronte a un'impresa
impossibile.

La stupidità non è ridicola.
La saggezza non è allegra.
La speranza
non è più quella giovane ragazza
et cetera, purtroppo.

Dio doveva finalmente credere nell'uomo
buono e forte,
ma il buono e il forte
restano due esseri distinti.

Come vivere? - mi ha scritto qualcuno
a cui io intendevo fare
la stessa domanda.

Da capo, e allo stesso modo di sempre,
come si è visto sopra,
non ci sono domande più pressanti
delle domande ingenue.


Per raccontare la trama mi avvalgo delle parole della prof.ssa Laura Bettini che ha presentato il romanzo a Santa Maria degli Angeli (nel blog è già presente questa parte).
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Da : articoli e commenti @ Ora : 02 Jun 2013 07:08:10 pm :
PRESENTAZIONE PRESSO LA LIBRERIA PACI Admin menu : [Modifica] [Cancella]


INCONTRO A TERNI
:
Da : AMNERIS @ Ora : 15 May 2012 01:12:09 pm : Email : Home
L'incontro a Terni è stato proprio bello, non tanto per il numero di persone ( una quindicina o poco più) ma per l'intensità con cui i partecipanti si sono relazionati con la relatrice ( Gemma Maria Casettari) e con l'Autrice a cui hanno posto domande e comunicato emozioni. Molto bella la cornice: un salone antico della Biblioteca Comunale di Terni (la struttura è uno spettacolo per funzionalità ed affluenza di giovani); calorosa l'accoglienza e circostanziata la presentazione dell'evento fatta dalla Dottoressa Elisabetta Almadori che ha coordinato l'incontro ( aveva letto con cura "La bottega della sarta").

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RADIO TERNI NARNI AMELIA intervista Admin menu : [Modifica] [Cancella]
Da : amneris @ Ora : 06 Jun 2012 12:55:42 pm :
E' stata veramente piacevole l'intervista a Radio TNA (Terni, Narni, Amelia); il Prof. Francesco Franceschini mi ha accolto con tanta cordialità e mi ha fatto subito sentire a mio agio ( l'ho conosciuto alla presentazione del suo romanzo " Apocalisse in pantofole). Un po' di timore l'ho avuto quando mi ha detto che saremmo andati in diretta ma, come mi sono seduta, tutto è filato in modo naturale forse perché attraverso il vetro ci vedevamo e potevamo conversare senza far troppo caso a microfoni e cuffie. E' stato un parlare spontaneo, un ripercorrere le tappe del cammino umano e letterario attraverso la poesia de " Il profumo del tempo", i racconti di "Nonna Clelia ed altri racconti", il romanzo della giovinezza "Primule e carrarmati correva l'anno 69" ed infine l'ultimo romanzo "La bottega della sarta". Mi sono emozionata nel sentire Francesco che leggeva " Ultimo appuntamento" dedicato a Barbara, una giovane allieva che non poteva frequentare la scuola per gravi motivi di salute e riascoltare le parole de "L'eredità" mi ha riportato in presenza la mamma e i miei cari fratelli. E' stato un parlare del senso della vita, delle esperienze forti che abbiamo fatto e facciamo, di quanto l'amore, la solidarietà, il senso profondo della Provvidenza ci hanno aiutato e ci aiutano ad andare avanti e ad essere felici, ovviamente per quello che si può.
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Da : GEMMA @ Ora : 04 Aug 2012 09:56:57 pm :
www.altrapagina.it
informazione, politica, cultura



Libri. Presentato a Città di Castello il libro di una scrittrice tifernate .

La bottega della sarta

di Gemma Maria Casettari

La Bottega della sarta è un romanzo ambientato in quel d’Assisi in un momento storico difficile per tutti: la seconda guerra mondiale. I protagonisti sono, perlopiù, gente semplice, che vive del proprio lavoro o del lavoro della terra, giovani strappati alle famiglie per combattere, in terre lontane (Grecia, Albania, Russia), una guerra insensata.
Vittoria, la protagonista, viene separata dal marito a quindici giorni dalle nozze e per tre lunghi anni potranno vedersi solo in sparute licenze. Nella sua bottega di sarta (la cucina) si intrecciano le storie delle ragazze che vanno a imparare il cucito con quelle dei parenti, degli amici, di gente che la sorte fa passare per quei luoghi. Una delle ragazze, Nella, sarà portata da una singolare situazione a Città di Castello dove si troverà, durante il passaggio del fronte, alle Cavine, località vicino a S. Donino dove oggi c’è un ristorante mentre, all’epoca, vi abitavano i nonni della scrittrice. Sì perché Amneris Marcucci è scrittrice di origine tifernate e a Città di Castello ha vissuto la sua giovinezza, fino alla laurea, poi si è sposata ed è andata a vivere a Santa Maria degli Angeli. Proprio nella sua città natale ha ambientato il primo romanzo: Primule e carrarmati correva l’anno 69 storia di un gruppo di liceali (del Plinio il Giovane) impegnati in tante attività formative.
Tornando a La bottega della sarta c’è da dire che nella situazione drammatica della guerra emerge con forza l’importanza della solidarietà; emerge anche la forza della Fede, della fiducia in Dio, soprattutto nei momenti bui; di un Dio che è Provvidenza anche nelle piccole cose.
Dice la professoressa Laura Bettini nel presentare il romanzo: «Sembra un mondo lontanissimo quello narrato da Amneris, eppure non sono trascorsi dei secoli e ne possiamo avere ancora testimonianza diretta da tante persone anziane: sono le storie dei nostri nonni o dei genitori. La guerra oggi entra nelle nostre case in diretta dalla televisione, ma allora entrava dalla porta principale e portava via mariti, padri e fratelli, separando e a volte distruggendo intere famiglie. Eppure i personaggi del romanzo, pur così giovani, testimoniano un modo di affrontare le avversità che ci può insegnare moltissimo, perché si fonda sulla speranza, sulla fiducia nel futuro e soprattutto sulla forza dei sentimenti, dei rapporti umani, dell’amore… Ci si appassiona al romanzo già leggendo le prime pagine, in cui Francesco, sapendo di dover partire per la guerra, corre in bicicletta di notte, in pieno inverno, dalla caserma di Spoleto fino a Santa Maria, per poi tornare a Spoleto prima dell’alba, sempre in bici, solo per poter abbracciare un’ultima volta la sua giovane sposa.
Altro spunto di riflessione può venire dal senso di fratellanza e di solidarietà che si instaura tra i personaggi del romanzo, sempre pronti ad aiutarsi a vicenda: la loro forza è il sentirsi parte di una comunità. In circostanze così drammatiche, in cui ognuno ha un familiare, un amico o un parente in guerra, emerge necessariamente l’importanza del gruppo, la necessità di aiutarsi tra amici, vicini di casa, abitanti dello stesso paese... ed ecco che la cooperazione diventa l’arma vincente per affrontare un dramma collettivo».
Di recente, è stato organizzato presso la Libreria Paci un incontro con l’autrice: è stato un ritrovarsi tra vecchi amici, tra persone care; molto apprezzati gli interventi di alcuni amici legati da grande affetto ad Amneris.
Dell’autrice sono stati ricordati anche gli altri lavori: Il profumo del tempo (raccolta di poesie che presenta in copertina il nostro ponte del Tevere e sul retro una poesia proprio al Tevere dedicata) e Nonna Clelia ed altri racconti (c’è anche un racconto in dialetto).




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Da : AMNERIS @ Ora : 15 May 2012 01:04:30 pm : Home
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Da : AMNERIS @ Ora : 15 May 2012 01:12:09 pm : Email : Home
L'incontro a Terni è stato proprio bello, non tanto per il numero di persone ( una quindicina o poco più) ma per l'intensità con cui i partecipanti si sono relazionati con la relatrice ( Gemma Maria Casettari) e con l'Autrice a cui hanno posto domande e comunicato emozioni. Molto bella la cornice: un salone antico della Biblioteca Comunale di Terni (la struttura è uno spettacolo per funzionalità ed affluenza di giovani); calorosa l'accoglienza e circostanziata la presentazione dell'evento fatta dalla Dottoressa Elisabetta Almadori che ha coordinato l'incontro ( aveva letto con cura "La bottega della sarta").

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Da : amneris @ Ora : 06 Jun 2012 12:55:42 pm :
E' stata veramente piacevole l'intervista a Radio TNA (Terni, Narni, Amelia); il Prof. Francesco Franceschini mi ha accolto con tanta cordialità e mi ha fatto subito sentire a mio agio ( l'ho conosciuto alla presentazione del suo romanzo " Apocalisse in pantofole). Un po' di timore l'ho avuto quando mi ha detto che saremmo andati in diretta ma, come mi sono seduta, tutto è filato in modo naturale forse perché attraverso il vetro ci vedevamo e potevamo conversare senza far troppo caso a microfoni e cuffie. E' stato un parlare spontaneo, un ripercorrere le tappe del cammino umano e letterario attraverso la poesia de " Il profumo del tempo", i racconti di "Nonna Clelia ed altri racconti", il romanzo della giovinezza "Primule e carrarmati correva l'anno 69" ed infine l'ultimo romanzo "La bottega della sarta". Mi sono emozionata nel sentire Francesco che leggeva " Ultimo appuntamento" dedicato a Barbara, una giovane allieva che non poteva frequentare la scuola per gravi motivi di salute e riascoltare le parole de "L'eredità" mi ha riportato in presenza la mamma e i miei cari fratelli. E' stato un parlare del senso della vita, delle esperienze forti che abbiamo fatto e facciamo, di quanto l'amore, la solidarietà, il senso profondo della Provvidenza ci hanno aiutato e ci aiutano ad andare avanti e ad essere felici, ovviamente per quello che si può.

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Da : GEMMA @ Ora : 04 Aug 2012 09:56:57 pm :
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Libri. Presentato a Città di Castello il libro di una scrittrice tifernate .

La bottega della sarta

di Gemma Maria Casettari

La Bottega della sarta è un romanzo ambientato in quel d’Assisi in un momento storico difficile per tutti: la seconda guerra mondiale. I protagonisti sono, perlopiù, gente semplice, che vive del proprio lavoro o del lavoro della terra, giovani strappati alle famiglie per combattere, in terre lontane (Grecia, Albania, Russia), una guerra insensata.
Vittoria, la protagonista, viene separata dal marito a quindici giorni dalle nozze e per tre lunghi anni potranno vedersi solo in sparute licenze. Nella sua bottega di sarta (la cucina) si intrecciano le storie delle ragazze che vanno a imparare il cucito con quelle dei parenti, degli amici, di gente che la sorte fa passare per quei luoghi. Una delle ragazze, Nella, sarà portata da una singolare situazione a Città di Castello dove si troverà, durante il passaggio del fronte, alle Cavine, località vicino a S. Donino dove oggi c’è un ristorante mentre, all’epoca, vi abitavano i nonni della scrittrice. Sì perché Amneris Marcucci è scrittrice di origine tifernate e a Città di Castello ha vissuto la sua giovinezza, fino alla laurea, poi si è sposata ed è andata a vivere a Santa Maria degli Angeli. Proprio nella sua città natale ha ambientato il primo romanzo: Primule e carrarmati correva l’anno 69 storia di un gruppo di liceali (del Plinio il Giovane) impegnati in tante attività formative.
Tornando a La bottega della sarta c’è da dire che nella situazione drammatica della guerra emerge con forza l’importanza della solidarietà; emerge anche la forza della Fede, della fiducia in Dio, soprattutto nei momenti bui; di un Dio che è Provvidenza anche nelle piccole cose.
Dice la professoressa Laura Bettini nel presentare il romanzo: «Sembra un mondo lontanissimo quello narrato da Amneris, eppure non sono trascorsi dei secoli e ne possiamo avere ancora testimonianza diretta da tante persone anziane: sono le storie dei nostri nonni o dei genitori. La guerra oggi entra nelle nostre case in diretta dalla televisione, ma allora entrava dalla porta principale e portava via mariti, padri e fratelli, separando e a volte distruggendo intere famiglie. Eppure i personaggi del romanzo, pur così giovani, testimoniano un modo di affrontare le avversità che ci può insegnare moltissimo, perché si fonda sulla speranza, sulla fiducia nel futuro e soprattutto sulla forza dei sentimenti, dei rapporti umani, dell’amore… Ci si appassiona al romanzo già leggendo le prime pagine, in cui Francesco, sapendo di dover partire per la guerra, corre in bicicletta di notte, in pieno inverno, dalla caserma di Spoleto fino a Santa Maria, per poi tornare a Spoleto prima dell’alba, sempre in bici, solo per poter abbracciare un’ultima volta la sua giovane sposa.
Altro spunto di riflessione può venire dal senso di fratellanza e di solidarietà che si instaura tra i personaggi del romanzo, sempre pronti ad aiutarsi a vicenda: la loro forza è il sentirsi parte di una comunità. In circostanze così drammatiche, in cui ognuno ha un familiare, un amico o un parente in guerra, emerge necessariamente l’importanza del gruppo, la necessità di aiutarsi tra amici, vicini di casa, abitanti dello stesso paese... ed ecco che la cooperazione diventa l’arma vincente per affrontare un dramma collettivo».
Di recente, è stato organizzato presso la Libreria Paci un incontro con l’autrice: è stato un ritrovarsi tra vecchi amici, tra persone care; molto apprezzati gli interventi di alcuni amici legati da grande affetto ad Amneris.
Dell’autrice sono stati ricordati anche gli altri lavori: Il profumo del tempo (raccolta di poesie che presenta in copertina il nostro ponte del Tevere e sul retro una poesia proprio al Tevere dedicata) e Nonna Clelia ed altri racconti (c’è anche un racconto in dialetto).




1 Feb 2012 07:43:15 am
PRES. ROMANZO "LA BOTTEGA DELLA SARTA" PROF. MARCO GENZOLI

Amneris Marcucci, dal punto di vista letterario, frequenta quella sorta di Giano bifronte che è il romanzo d’ambientazione storica. Ancipite è la sua scrittura perché cerca di guardare, contemporaneamente, l’uno e l’altro polo, solo apparentemente non comunicanti, dell’arte e della storia. In lei, come nei padri nobili di questo genere, i romantici nell’Ottocento ed i neo-realisti nel Novecento, si scopre una dialettica profonda tra i due ambiti. Nel senso che l’arte diventa capace di gettare uno sguardo soggettivo, carico di pietas e proprio per questo profondo nel tessuto storico, mentre la storia è capace di far incarnare i suoi personaggi dentro avvenimenti altrimenti da noi in gran parte distanti. Così tramite i sentimenti, le passioni, gli slanci e le sofferenze dei suoi protagonisti si ripropone in noi la vexata quaestio dell’utilità e del senso della storia, dandoci però stavolta la possibilità di capire uno dei significati dell’affermazione crociana secondo la quale essa è sempre contemporanea: attraverso questi personaggi letterari, quindi dotati di una realtà di “secondo livello”, è possibile sperimentare come la storia ci ponga in contatto con la radice trascendentale dell’esistenza umana, tanto più proiettata alla ricerca di un senso “altro” quanto più inserita in quella sorta di verminaio che è la guerra, per dirla con Celine.
Dentro la sua bottega di sarta passa il mondo intero, non solo perché ogni vita, anche la più semplice, è già tutta la vita, ma perché è proprio quel modesto ambiente di paese a diventare luogo simbolo dell’intera umanità. Lì si intrecciano le storie personali di alcuni individui che sembrano venire travolti da circostanze più grandi di loro. Ma da questa prospettiva emerge quello che è stato definito il “principio di speranza”, un modello epistemologico formalizzato da Paul Veyne, pensabile come una serie di argomenti concentrici che vanno dal microcosmo individuale per arrivare, di ampliamento in ampliamento, al contesto storico generale. Con questo modello Veyne vuole dirci che non è solo la Grande storia, gli eventi epocali, ad influenzare le nostre vite, ma che anche le nostre esistenze, a volte così misere, sono in grado di determinare le sorti dei grandi avvenimenti. Anzi, ci suggerisce come essi, in definitiva, siano l’insieme di tutte le storie individuali e locali. Così, senza che nessuno se ne renda conto, anche il personaggio più umile partecipa alla composizione di quel mosaico che chiamiamo “realtà”.
Quello che stupisce positivamente lo storico di professione, in questo romanzo di Amneris, è la cura da lei dedicata alla ricostruzione dei dettagli storici che compongono il quadro di riferimento dello scritto. Una cura connaturata all’anima attenta dell’osservatrice educata negli anni dell’insegnamento e diventata quindi habitus, modo di essere, temperamento, disposizione d’animo. Cura applicata da lei nella scrittura, sia quando frequenta il registro quotidiano popolato dai suoi personaggi, mai di maniera, sia quando si mette alla prova con il registro più alto della storia generale. C’è un brano esemplare, da questo punto di vista, in cui Francesco, il protagonista, attraverso una sorta di etica della “pazienza”, fornendo anche un possibile rimedio all’insensatezza che incombe sui gesti di chi fa i conti con le forze della Grande politica, della Grande economia, dice: “Si pensava che la guerra durasse poco, invece… ma bisogna farsi forza perché non c’è altro da fare!” in cui non traspare lo spirito di rassegnazione, ma la profondità di chi ha saputo capire fino in fondo le logiche del mondo.
La scelta operata da Amneris, si diceva, è quella rischiosa di puntare l’attenzione sulla dialettica di matrice blochiana tra la storia cosiddetta “locale” e quella “generale”, in quel crogiolo dentro cui le idee si incontrano ed a volte si scontrano con le passioni, nel quale le linee di forza di un epoca (le sue ideologie, i suoi “miti”, le sue strutture di fondo) si intrecciano con le esistenze degli individui, con i loro sentimenti, le loro aspettative, le loro qualità ma anche i loro difetti. Si tratta, ovviamente, di una sfida vinta poiché le pagine del romanzo non indugiano nella semplice narrazione o descrizione cronachistica del fatto stesso come avvenimento almeno in parte autonomo e non necessariamente esplicabile, ma compiono una encomiabile sistematizzazione in quadri teorici coerenti dei fatti storici, collegandoli al substrato economico culturale e sociale che li ha determinati.
Il romanzo traversa gli anni cruciali della seconda guerra mondiale. Prende le mosse dall’autunno del 1940, all’epoca dall’invasione italiana della Grecia (28 ottobre). L’attacco italiano giunse imprevisto per gli stessi alleati tedeschi. Mussolini voleva mostrare di poter svolgere una guerra autonoma rispetto a quella tedesca e intendeva contemporaneamente riscattare la pessima figura fatta in Francia durante la cosiddetta “Guerra delle Alpi”, quando aveva aperto le ostilità contro il paese Transalpino il 10 giugno, due settimane prima della capitolazione francese del 15. Per questi motivi non ebbe scrupoli nell’attaccare la Grecia, un Paese teoricamente amico, guidato dal governo di estrema destra di Ioannis Metaxas, sostenuto da Re Giorgio II, riportato al trono il 3 novembre 1935, a seguito di un colpo di Stato militare che aveva rispristinato la monarchia dopo che questi era stato deposto 11 anni prima, con la proclamazione della repubblica.
La campagna di Grecia venne organizzata frettolosamente, con pochi uomini (circa 100.000 nella fase iniziale) e mezzi inadeguati, basandosi sul presupposto che il paese ellenico sarebbe crollato senza combattere. L'attacco alla Grecia si rivelò invece più difficile del previsto, anche per via delle condizioni climatiche pessime. I greci, sfruttando le caratteristiche del terreno, respinsero le truppe italiane e attuarono una controffensiva che le respinse in Albania. Si sviluppò quindi una sorta di guerra di posizione sulle montagne tra eserciti appiedati e poco mobili (una specie di riedizione della prima guerra mondiale), snervante e demoralizzante per le truppe.
Di fronte alla sconfitta (caduta di Coriza il 22 novembre), Mussolini dette le responsabilità del fallimento allo Stato Maggiore, costrinse Badoglio alle dimissioni, procedendo alla sostituzione di molti ufficiali ed all’invio dei rinforzi disponibili. Riuscì a fermare la controffensiva greca ma il fronte rimase bloccato in terra albanese per tutto l'inverno . (14 novembre 1940 - 8 marzo 1941).
Gli inglesi, prevedendo un intervento tedesco in aiuto degli italiani, decisero di accorrere in aiuto delle forze greche, loro alleate sin dai tempi della prima guerra mondiale. A questo proposito venne organizzato un contingente di 56.000 uomini che per lo più si attestarono sulle posizioni di maggiore valore strategico: Creta, Salonicco, Atene, le Termopili e la Tessaglia. La Royal Air Force disponeva già di basi in Grecia e fece arrivare diverse centinaia di caccia. Mussolini, costretto a chiedere l'intervento di Hitler (dopo i ripetuti fallimenti di riprendere l'offensiva), subì una significativa perdita di prestigio e di consenso interno e internazionale.
Le truppe tedesche in breve rovesciarono la situazione: il 6 aprile del ’41 attaccarono la Yugoslavia (conquistandola in undici giorni) ed alla metà di aprile attuavano il cosiddetto “Piano Marita” invadendo la Grecia (il 27 aprile entravano in Atene).
Nel romanzo si passa poi all’ambientazione negli avvenimenti cruciali del ’43, quindi ad una fase successiva allo sbarco di forze americane ed inglesi in Africa nel 1942, sbarco che avrebbe determinato l'anno successivo l'espulsione totale delle forze dell'Asse dal teatro africano e incrinato il potere di Mussolini. Occorre perciò fare riferimento agli scioperi operai del marzo ’43 contro il caro-prezzi, vero preludio al crollo del regime fascista; alla caduta di Mussolini a seguito del Gran Consiglio del 25 luglio (provocata in realtà da quella che è stata definita la “congiura della monarchia che vedeva le componenti moderate del regime alleate a Vittorio Emanuele III ed ai rappresentanti di alcuni grandi gruppi industriali cercare di abbattere il potere mussoliniano a fronte dei ripetuti insuccessi militari); ed al cosiddetto armistizio di Cassibile o armistizio corto, siglato segretamente il 3 settembre del 1943 ( l'atto con il quale il Regno d'Italia cessò le ostilità contro le Forze Alleate. In realtà non si trattava affatto di un armistizio, ma di una vera e propria resa senza condizioni).Poiché tale atto stabiliva la sua entrata in vigore dal momento del suo annuncio pubblico, esso è comunemente citato come "8 settembre", data in cui, alle 18:30, fu reso noto prima dai microfoni di Radio Algeri da parte del generale Dwight Eisenhower e, poco più di un'ora dopo, alle 19:42, confermato dal proclama del maresciallo Pietro Badoglio trasmesso dai microfoni dell'EIAR.
Esso, lungi dal salvare la monarchia com’era nelle intenzioni dei firmatari, lasciò l’Italia nel caos, anche a seguito della precipitosa fuga di Badoglio, neo primo ministro, e del re a Brindisi, sotto la protezione degli alleati. Il Paese visse così una duplice tragedia: quella delle forze armate, rimaste senza comando (il re era il capo di stato maggiore e la sua fuga aveva privato le truppe di qualsiasi riferimento, tanto che alcuni contingenti disertarono, altri vennero deportati come prigionieri di guerra nei Lager –circa 600.000-, altri ancora passarono tra le file della Resistenza che proprio in quei mesi si stava organizzando in modo capillare); quella dei civili, in balia dell’esercito di occupazione nazista e, dopo la liberazione di Mussolini (12 settembre ’43), degli appartenenti alla RSI. Questa situazione già grave peggiorò l’anno successivo, con una nazione ormai divisa in due: quella meridionale, in mano agli Alleati (sbarcati in Sicilia tra il 9 e il 10 luglio del ’43) e quella centro-settentrionale, sotto il tallone tedesco e del suo alleato italiano. Qui Amneris ci fa toccare con mano tutta la crudeltà del conflitto, con i bombardamenti alleati dei punti strategici _tra cui la stazione di Assisi e con un esercito tedesco che si accanisce spesso anche contro i civili italiani. Ma anche i frammenti di normalità che si respirano subito dopo l’arrivo degli anglo-americani. Nell'giugno del ‘44l'avanzata degli alleati lungo la penisola raggiunse finalmente l'Umbria. Le truppe della V Armata americana, che risalivano la parte occidentale della regione, e quella della VIII Armata britannica, che avanzavano nella parte orientale, fra giugno e luglio di quell'anno riuscirono ad occupare e liberare l'intera Umbria.
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05 May 2013   12:40:00 pm
PREGHIERA SEMPLICE
E se incominciassimo a prendere alla lettera la" Preghiera semplice"?
"Signore, fa' di me uno strumento della Tua pace"
Ci pensi se io, se tu diventassimo strumenti di pace in famiglia, con gli amici, a scuola, nel vicinato, nel posto di lavoro, nella ricerca di un lavoro, nella sofferenza...!
Cambierebbe sicuramente in meglio la nostra vita e quella degli altri. Provare per credere!




"Dove è discordia, ch'io porti l'unione"
è quell' "io" che mi interpella; non posso delegare, non possiamo delegare; sta a me a te portare l'unione ( chissà perché non ha detto concordia?), ricostruire l'unità, l'armonia, là dove ci sono o ci sono state lacerazioni( quante ne hai in mente?) e non importa se siamo stati noi o gli altri a procurarle, l'importante è che ci adoperiamo per sanarle per essere un sol corpo in cui nessuna parte è trascurata.


A Roberta Cama, Angela La Menghy Menganna e altri 2 piace questo elemento.

Gloria Paggi per via del diavolo che divide!!!!penso
28 aprile alle ore 8.38 · Mi piace

Amneris Marcucci Io alla discordia contrappongo la concordia, ma l'unione mi rimanda all'essere uno al Corpo mistico.
28 aprile alle ore 8.40 · Mi piace

Gloria Paggi infatti la discordia è il non essere in accordo, ma dividere è proprio del diavolo (tu mi insegni diaballo) separare ecco perchè unione la puoi rimandare al corpo mistico, perchè solo nell'unione a Cristo c'è la pace, cioè siamo riappacificati. dobbiamo essere uniti a Cristo per poter essere quell'io di cui parla Francesco.


"Dove è dubbio, ch'io porti la fede."
Oggi sembra tutto un dubbio, tutto relativo o relativizzato; c'è da riconquistare fiducia, fede. Forse fiducia nel fatto che non siamo soli, abbandonati ma c'è Dio con noi anche quando stiamo male; forse potremo riscoprire e far riscoprire la gioia di una fede che non si ferma alla sofferenza del Venerdì Santo ma, dopo il silenzio del sabato, approda alla Risurrezione che è di Cristo ma è anche nostra. Forse dobbiamo incominciare ad aiutarci a riconquistare la fiducia l'uno nell'altro dando più valore al positivo che al negativo e questo a macchia d'olio partendo dalla famiglia.
Il dubbio è come un tarlo nel legno, piano piano lo distrugge; dubium, in latino assume anche il significato di pericolo; fides,invece, ha connotazioni positive: fiducia, credibilità, fedeltà, lealtà, onestà, impegno, appoggio, credito, garanzia, autenticità... Quanto da riflettere e valorizzare!
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11 Dec 2012   01:58:17 pm
NONNA CLELIA ED ALTRI RACCONTI
04 Dec 2008 08:59:37 pm
"NONNA CLELIA ED ALTRI RACCONTI"


La raccolta prende il titolo dal primo racconto che, assieme ad altri cinque, forma il nucleo originario (Prima sezione) scritto per i miei fratelli come dono di Natale quando la mamma non era più tra noi fisicamente. Sono racconti di un tempo passato, di gesti e tradizioni che ormai sono nel cuore di pochi.
La Seconda sezione è dedicata a persone veramente "speciali" che ho avuto il dono di incontrare sul mio cammino e che spero siano come un raggio di sole anche per coloro che li conosceranno attraverso le mie parole; di questi amici, che sono in Cielo, non ho nemmeno alterato i nomi come invece ho fatto per altre persone che compaiono, compresi i frati da cui ho raccolto le testimonianze per l'amico Bob.
La Terza sezione racchiude due esperienze particolari che non saprei come definire.
La Quarta sezione è abbastanza recente, e corrisponde al gusto che ho di fissare su carta momenti che ritengo significativi o luoghi che mi piacciono; di solito scrivo di getto e poi, quando magari casualmente ritrovo gli appunti, li rielaboro.
È una proposta eterogenea, quella che faccio in questa raccolta, che non corrisponde a canoni letterari ma solo al desiderio di far conoscere delle persone "speciali" per la mia vita o momenti in qualche modo belli, che valeva la pena di immortalare.

Amneris


Commenti


INCONTRO CON GLI STUDENTI
Da : AMNERIS @ Ora : 03 Mar 2009 09:17:07 pm :


Mercoledì 11 marzo e martedì 17, incontrerò gli alunni di una terza e di una quinta della Scuola primaria di Palazzo che hanno letto dei racconti tratti da "Nonna Clelia ed altri racconti". Poi vi riferirò!




"INCONTRO CON L'AUTORE"
Da : Amneris @ Ora : 18 Mar 2009 08:12:22 pm :


Bello l'incontro! i ragazzi sono stati molto interessati e coinvolti, infatti non si sono limitati a farmi domande, ma hanno raccontato le loro esperienze che erano simili a quelle narrate nei racconti.
Hanno preparato per me un mazzo di mimose e narcisi gialli ed una scatolina celeste, ornata d'angioletti e da una trina bianca con dentro tanti bigliettini di ringraziamento; non appena avrò tempo li trascriverò.





GIORNALINO DI CLASSE PRIMARIA "D.MILANI"
Da : Primaria Don Milani @ Ora : 20 Jun 2009 08:09:28 pm :


Incontro con la scrittrice Amneris Marcucci
per la "Festa dei NONNI"
Mercoledì 11 marzo è venuta a scuola la professoressa Amneris Marcucci, scrittrice del libro "Nonna Clelia ed altri racconti".
L'abbiamo invitata a raccontarci la sua esperienza in vista della festa dei nonni.
Ci siamo riuniti, noi alunni della 5°A e 5° B nella
biblioteca della scuola e, insieme alle maestre, abbiamo ascoltato il suo racconto.
Amneris è molto simpatica, ci ha detto che era molto legata alla sua nonna, ci ha spiegato che sua nonna viveva in collina vicinio a Città di Castello, ma la cosa che mi è rimasta più impressa è che la nonna Clelia faceva capire il suo affetto con piccoli gesti.
Inoltre ci ha detto che non viveva insieme a nonna Clelia, ma la famiglia si riuniva solo per lavori particolari come la vendemmia e la mietitura.
Ci ha raccontato come si faceva il sapone, dove si lavavano i panni, che le pelli degli animali venivano vendute ad un signore che passava per le case e poi venivano riutilizzate come gli stracci; venivano pagate di più le pelli bianche dei conigli e gli stracci di lana, mentre le pelli pezzate venivano pagate di meno.
Sì, tutto veniva riutilizzato perchè a quel tempo non si sprecava nulla, tanto meno il grasso del maiale che si utilizzava per fare il sapone.
Si vendevano addirittura i capelli, pagati molto bene perché erano utili per fare le parrucche.
Siamo stati a parlare per circa 2 ore, poi abbiamo salutato Amneris con un mazzo di fiori, una scatolina realizzata interamente da noi con dentro tanti bigliettini dove avevamo scritto un pensierino ciascuno.
Per ringraziarla le abbiamo cantato una canzone in dialetto.
Infine Amneris ha regalato alla scuola un suo libro. Sono stata molto felice di aver imparato tante cose nuove sui nonni e di aver scoperto che alcune usanze ci sono ancora oggi.
Irene Alessandretti




BIGLIETTINI
Da : Nicola C. @ Ora : 23 Jun 2009 08:34:43 pm :


la ringrazio per essere venuta nella nostra scuola per insegnarci tante cose.




RECENSIONE DI VIVIANA PICCHIARELLI
Da : VIVIANA @ Ora : 19 Feb 2012 12:19:23 pm :


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feb 11, 2012 Nonna Clelia ed altri racconti di Amneris Marcucci
Categoria : General | Da : Amneris | Commenti [0] | Trackbacks [0]
10 Dec 2012   06:33:23 pm
PRIMULE E CARRARMATI
Commenti
19 Jun 2008 06:29:45 pm
PRIMULE E CARRARMATI ...


Ambientato a Città di Castello, in Umbria, alla fine degli anni ’60; protagonisti un gruppo di liceali "impegnati", un prete in gamba ed una coppia in crisi;
di storico ci sono la riforma degli esami di maturità, la drammatica storia di Jan Palach, il campo di lavoro estivo e…160 pagine che scorrono veloci.



Messaggio
Da : Caterina @ Ora : 19 Jun 2008 08:22:37 pm :


Ho letto tutto il tuo libro, l'ho trovato molto interessante. Hai toccato problemi importanti e parlato della situazione giovanile del 19'68-1969 con spaccati di vita familiare e non, una realtà che io conoscevo poco.
La lettura del libro scorre veloce perché usi un linguaggio semplice e chiaro che arriva direttamente al lettore e lo coinvolge talmente che a fatica interrompe la lettura. Sei riuscita a mescolare con sapienza la dolce storia d'amore di Silvia e Luca con la realtà di quegli anni. Strategia mirabile per tenere incollato il lettore e farlo sentire coinvolto e avvinto dagli eventi, dalle situazioni narrate. La cosa mi sconvolge se penso che eri soltanto una ragazzina! .
Comunque sei stata molto fortunata ad avere un prete che ti ha guidato e ti ha fatto crescere nella conoscenza della Parola di Dio e nel cercare di metterla in pratica nella vita quotidiana senza tralasciare i problemi sociali e politici di quegli anni.Ce ne vorrebbero a valanghe di preti così!
Caterina





articolo scritto per la presentazione in S.Maria degli Angeli
Da : alfredo @ Ora : 22 Jun 2008 06:41:44 am :


PRIMULE E CARRARMATI Correva l’anno ‘69

E’ questo il titolo della più recente opera di Amneris Marcucci, il romanzo che è stato presentato al pubblico di Assisi sabato 1 dicembre. Così, dopo una raccolta di poesie ed un’altra di brevi racconti, l’autrice si cimenta nel romanzo. Il Prof Marco Genzolini e la Prof.ssa Gemma Casettari hanno offerto ai numerosi presenti una lettura del contesto in cui si può inquadrare con semplicità e chiarezza il lavoro della Marcucci. Il primo ha stigmatizzato i punti salienti del periodo che va dal 1967 al 1969 sia a livello internazionale, sia a quello nazionale, periodo complesso e contraddittorio del quale forse solo in questi ultimi tempi è stato possibile offrire un quadro più obiettivo e scevro dagli ideologismi che ne hanno contaminato i contorni. Se il romanzo s’inserisce nel contesto della grande storia, che vede nei carrarmati a Praga il momento più emblematico, essa tuttavia ne rappresenta solo la cornice. In realtà c’è una storia più piccola, ma più contestualizzata, che la Prof.ssa Casettari ha evidenziato, i cui attori sono i molti protagonisti del romanzo, uomini e donne di diverse età che si muovono nel borgo umbro di Città di Castello. Qui si materializzano gli ideali e prendono forma e contenuto i sentimenti, qui le molte vicende che s’intrecciano assumono anche un valore pedagogico e riescono ad offrire insegnamenti che valicano i confini del tempo e lasciano il sapore delle cose belle e buone; anche quando le vicende umane che si sviluppano farebbero presagire esiti negativi o addirittura devastanti, gli uomini riescono a trovare in sé stessi o nelle persone vicine la forza per ribaltare le situazioni e trovare la giusta via. Traspare evidente la formazione cristiana e francescana dell’autrice che guida lo svolgersi degli eventi e ne informa la conclusione. Si può ben affermare che sono le piccole storie a dare la svolta alla vita delle persone e ad incidere profondamente nella formazione delle coscienze, piuttosto che il vento forte degli avvenimenti della cosiddetta grande storia, che spesso sono passati sopra le teste degli uomini, ma non ne hanno attraversato la mente e il cuore. I lettori sapranno sicuramente apprezzare il profumo delle primule e fare memoria dell’ottusità dei carrarmati.






recensione di Viviana Picchiarelli
Da : viviana @ Ora : 18 Feb 2012 07:49:58 pm :


http://vivianapicchiarelli.wordpress.com/2012/02/18/primule-e-carrarmati-correva-lanno-69-di-amneris-marcucci/




COMMENTO
Da : ELISABETTA @ Ora : 19 Feb 2012 08:40:51 pm :


Primule e carrarmati
Da : Elisabetta @ Ora : 09 Sep 2008 04:54:31 pm :


Cara Amneris,
la lettura del tuo libro mi ha emozionata, poichè mi ha dato la possibilità di tornare a ritroso nel tempo negli anni della mia giovinezza ed ho rivissuto attraverso le tue parole esperienze e momenti di un periodo di grandi cambiamenti che ha visto protagonisti noi giovani del "68" desiderosi di trasformare il mondo e l'avvenire.
Spero di leggere ancora altre tue opere così interessanti ciao a presto Elisabetta




Commenti


In ricordo di Don Nazzareno
Da : amneris @ Ora : 23 Nov 2008 03:25:42 pm :


Ci siamo ritrovati in pochi "intimi" per ricordare Don Nazzareno con una Santa Messa a Belvedere; una splendida giornata di novembre, le mie colline e i miei tetti inondati dal sole, cari amici di gioventù.
Primule e carrarmati è stato dedicato in modo speciale a Don Nazzareno "nostra guida spirituale"




COMMENTO GIUNTO VIA EMAIL
Da : marino @ Ora : 29 Dec 2008 09:29:40 pm : Email :


Amneris carissima,

da due giorni ho finito di leggere "Primule e carrarmati". Ho fatto tante altre "faccende", ma sono riuscito lo stesso a trovare il tempo per il tuo giovanile e "scoppiettante" romanzo .M'è proprio piaciuto. Vi ho ritrovato tanti fatti ai quali ho partecipato anch'io.Soprattutto però mi sono piaciute le molte riflessioni e prese di posizione : mi hanno fatto ammirare la ricchezza della tua formazione e della tua vita.
Mi devo complimentare per la delicatezza con cui hai saputo trattare i momenti belli della vita,mi devo complimentare addirittura per il periodare sciolto e brioso.
Grazie , grazie di cuore...
Marino



PROGETTO LETTURA
Da : ARTICOLO @ Ora : 14 Mar 2012 06:37:52 pm :


Il piacere di leggere
Giovani liceali incontrano l’Autore

Coltivare il piacere della lettura, ritrovare il gusto di conversare su quanto si è letto, non è cosa da tutti i giorni e si può definire semplicemente bello l’entusiasmo con cui i ragazzi del IV AN del Liceo Scientifico G.Marconi di Foligno hanno partecipato all’incontro con l’Autore programmato all’interno del “Progetto Lettura”curato in modo particolare dalla Professoressa Ivana Donati e dalla Professoressa Annarita Falsacappa:
l’autore in questione sono io Amneris Marcucci, scrittrice umbra, ed il Romanzo è “Primule e carrarmati correva l’anno 69”( Ed.GESP).
Un clima cordiale, vivace, in cui si sono susseguite domande e risposte per scandagliare un universo lontano e vicino contemporaneamente: il mondo giovanile del ’68, a Città di Castello in Provincia, le idee nuove che circolavano; i rapporti all’interno della famiglia, all’interno della scuola, la situazione della donna che, nonostante tutto, in alcuni frangenti è poco cambiata rispetto a quel lontano ’69; l’impegno dei giovani nel sociale, con il sabato pomeriggio passato con gli anziani del Ricovero; la consapevolezza di una situazione di sofferenza del Terzo Mondo che motivava a dare il proprio contributo di lavoro nel “campo estivo”.
Ha colpito la grande importanza che viene data nel Romanzo all’amore e all’amicizia: ho tenuto a precisare che l’amore è fondamentale nella vita e lo è anche coltivare l’amicizia perché, uno dei problemi più grandi dell’uomo, è la solitudine e più la rete degli affetti è a maglie fitte, meglio si vive.
L’interesse dei ragazzi si è focalizzato anche sulla storicità di alcuni episodi narrati, ho fatto presente che, dietro gli eventi ”storici”, oltre alla memoria personale c’è stata ricerca d’archivio sui giornali dell’epoca: questo è avvenuto per la storia di Jan Palach, per gli esami di maturità di cui sono state riportate proprio le prove di Italiano e Latino date nel 69, anno di una riforma che doveva essere provvisoria e che invece è durata decenni.
Il tono di tutto l’incontro è stato veramente cordiale ed ha suscitato nei partecipanti quel sottile piacere che solo la lettura e il suo mondo sanno dare.

P.S. Solo ora ho potuto inserire questo articolo




commento
Da : omero @ Ora : 04 Apr 2012 04:44:12 pm : Email :


Si ho letto il tuo libro e mi è piaciuto. Ha risvegliato in me sapori ed atmosfere dell'infanzia: la pasta con le noci ed il pan grattato mi appaiono in tutto il significato di una vigilia importante. ciao omero
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